Il PD rassicura a parole, Sogeap tira dritto con le carte: la verità sul cargo a Parma in cinque domande

Cinque domande al sindaco Guerra e al segretario PD Bernardi sull’inganno del cargo

La tempestiva replica del segretario provinciale del PD, Nicola Bernardi, pubblicata in risposta alla controversa questione del cargo a Parma, e le parole del sindaco di Parma, Michele Guerra, non rassicurano, ma offrono ottimi spunti di riflessione su una discrasia tutta politica.

Le dichiarazioni prive di conseguenti atti formali hanno il medesimo peso specifico delle chiacchiere al bar. È arrivato il momento di abbandonare le parole e chiedere al Sindaco e al Segretario provinciale del PD impegni molto precisi, in considerazione degli atti e documenti amministrativi e societari che provano che il progetto cargo non è mai stato abbandonato.

Al segretario provinciale del PD Nicola Bernardi e al sindaco di Parma Michele Guerra chiediamo:

  1. Il segretario Bernardi afferma che la linea del “no al cargo” è pienamente condivisa dalla società di gestione dell’aeroporto. Se così fosse, per quale motivo il 3 luglio 2026 Sogeap ha formalmente presentato un’istanza di proroga della Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) sul Masterplan 2023 per proseguire con l’allungamento della pista e la realizzazione del polo logistico cargo? Esiste un impegno formale da parte di Sogeap in cui si affermi nero su bianco che il progetto merci è stato definitivamente ritirato o i cittadini devono accontentarsi delle parole del Sindaco e del PD locale?
  2. A vantaggio degli smemorati, ricordiamo che il Masterplan 2023 di Sogeap è stato approvato il 9 ottobre 2023 dal Consiglio comunale tutt’ora in carica. Il progetto prevede l’allungamento della pista — inutile al traffico passeggeri — da 2.124 a 2.640 metri, un’area di 61.000 metri quadrati dedicata al polo logistico cargo, un magazzino merci dotato di baie di carico per i Tir e raccordi stradali per il traffico merci pesante. Nulla di tutto ciò serve al traffico passeggeri. Se l’obiettivo dell’amministrazione è esclusivamente il traffico passeggeri, per quale motivo la Giunta ha avallato un’espansione infrastrutturale finalizzata unicamente al cargo?
  3. Ora che Sogeap ha chiesto la proroga della Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) per salvare i 12 milioni di euro di finanziamento pubblico della Regione vincolati al progetto cargo, il Comune di Parma, smentendo sé stesso, intende esprimere parere formalmente negativo per bloccare l’iter in via definitiva? Oppure preferisce continuare a non decidere per non irritare la cordata degli azionisti dell’aeroporto?
  4. Il “Verdi“ è al lumicino: da otto anni sotto l’irrilevante soglia dei 150.000 passeggeri annui, ha registrato 93 milioni di euro di perdite in 33 bilanci e ha bruciato 10,8 milioni di euro di perdite (con costi operativi pari a tre volte i ricavi) solo nell’ultimo biennio 2024-2025. Di fronte a questo conclamato fallimento più che trentennale, l’amministrazione comunale ritiene corretto assecondare la narrazione di un fantomatico “rilancio passeggeri” per giustificare ulteriori ingenti esborsi di soldi dei contribuenti, dopo gli oltre 75 milioni di euro di sussidi pubblici già inghiottiti dall’infrastruttura?
  5. Il Sindaco e la Giunta si vantano di aver inserito nella delibera regionale del novembre 2023 una “prescrizione” secondo cui le eventuali merci dovranno viaggiare su aerei con “caratteristiche tecnologiche non inferiori” a quelli utilizzati per il trasporto passeggeri. Sono al corrente che la quasi totalità dei velivoli cargo sono semplici versioni convertite (convert) dei modelli passeggeri e ne condividono le medesime cellule, motorizzazioni e certificazioni EASA/FAA? Si rendono conto che quella clausola è tecnicamente irrilevante autorizzando di fatto l’operatività dell’intera flotta cargo? Presentare quella “prescrizione” come una vittoria contro il cargo è un insulto all’intelligenza dei cittadini e un atto di mistificazione.

I cittadini di Parma esigono risposte chiare, formali e inequivocabili, scritte nero su bianco con lo stesso inchiostro usato per approvare il Masterplan. O si blocca ufficialmente l’iter del cargo, o si ammette pubblicamente la resa incondizionata agli azionisti dell’aeroporto e a pagare il pesante prezzo economico e ambientale sarà solo la città.

Vedi Aeroporto di Parma: il “gioco di prestigio” del cargo, Aeroporto di Parma: allungamento della pista e polo cargo? Il progetto non è affatto tramontato, Fumo negli occhi sull’aeroporto: così Parma spalanca le porte al cargo.