Fumo negli occhi sull’aeroporto: così Parma spalanca le porte al cargo

Mentre la Giunta insiste sulla favola della “svolta passeggeri”, il Masterplan approvato dal Comune e i 12 milioni di fondi pubblici dicono “cargo”. La resa annunciata della politica ai poteri locali

A Parma la narrazione sull’aeroporto “Giuseppe Verdi” viaggia da sempre su un binario parallelo rispetto alla realtà documentale.

La favola più recente racconta di uno scalo destinato solo al traffico passeggeri e al turismo. Il feticcio della “esclusione” di Parma dalla rete degli hub cargo del Piano Nazionale degli Aeroporti (PNA) di MIT ed ENAC viene sbandierato dall’amministrazione locale come la prova regina dell’avvenuta “svolta passeggeri”.

Peccato che sia soltanto un trucco di comunicazione. Solo fumo negli occhi.

I fatti: il Piano Nazionale e il Masterplan reale

La realtà istituzionale è molto più semplice e ruvida:

  1. Nel Piano Nazionale degli Aeroporti, Parma non c’è mai stata nella rete cargo. Non figurava nel precedente PNA e non figura nemmeno nell’ultimo PNA 2026-2035.
  2. La pianificazione di MIT ed ENAC non ha mai impedito al Comune di approvare il progetto cargo. ENAC si è solo riservata di dare parere “non contrario” (attenzione alle parole) invece che “favorevole”.
  3. Nonostante l’assenza di Parma dalla lista degli scali cargo del PNA, il 9 ottobre 2023 l’amministrazione Guerra ha dato parere favorevole al Masterplan di Sogeap. Un piano la cui ossatura tecnica prevede espressamente l’allungamento della pista di volo da 2.124 a 2.640 metri, la realizzazione di un polo cargo con piazzali dedicati, un magazzino logistico con baie di carico/scarico per i Tir e l’adeguamento della viabilità per i mezzi pesanti a terra.
  4. I fondi pubblici destinati al progetto, a quanto pare, restano intatti. L’operazione poggia sui 12 milioni di euro della Regione Emilia-Romagna, legati proprio all’adeguamento infrastrutturale e al polo cargo.

Ecco com’è oggi lo scalo di Parma.

Ecco come sarà lo scalo in base al Masterplan approvato il 9 ottobre 2023 dal Consiglio comunale.

Vedi Aeroporto di Parma: il “gioco di prestigio” del cargo.

Ora che Sogeap, la società di gestione dell’aeroporto, ha formalmente presentato istanza di proroga della Valutazione d’Impatto Ambientale (VIA) per tirare dritto con l’allungamento della pista e il polo cargo, l’amministrazione comunale si trova di fronte a un bivio formale. Avrebbe tutti gli elementi e l’opportunità politica per esprimere parere negativo e bloccare il progetto.

Il cortocircuito della politica e il peso degli azionisti dello scalo

L’amministrazione Guerra sceglie invece di non decidere. Anzi, sceglie la solita cortina fumogena: far credere ai cittadini che il pericolo cargo sia scongiurato solo perché Parma non compare tra gli scali merci del Piano Nazionale. Si finge di ignorare che l’indicazione ministeriale non costituisce alcun divieto operativo per le intenzioni della società di gestione.

Il motivo di questa capitolazione è evidente nell’intreccio di interessi che governa la città. L’amministrazione comunale si trova stretta tra la forte contrarietà della cittadinanza e il peso degli azionisti dello scalo. I principali sostenitori e soci della cordata di salvataggio di Sogeap sono gli stessi poteri economici (a partire dall’Unione Parmense Industriali) che controllano i principali organi d’informazione cittadini, dalla Gazzetta di Parma all’emittente televisiva 12TVParma, ed esercitano una forte influenza sulle altre testate locali.

Con le elezioni amministrative alle porte il prossimo anno, la Giunta non può permettersi lo scontro aperto con i proprietari della società di gestione dell’aeroporto, né può presentarsi agli elettori ammettendo di aver spianato la strada ai Tir volanti da 350 tonnellate a ridosso della città.

La strategia resta dunque una soltanto: rassicurare a parole, firmare nei fatti e confondere le acque. Finché la realtà delle carte non presenterà il conto. Ma allora sarà troppo tardi.