Aeroporto di Parma: allungamento della pista e polo cargo? Il progetto non è affatto tramontato

Sogeap svela le carte: la trasformazione dello scalo in hub merci va avanti a dispetto di numeri, vincoli e rassicurazioni

Nonostante le dichiarazioni rassicuranti della politica locale e i tentativi della società di gestione di ridimensionare la portata del progetto, la realtà dei fatti dice l’opposto: il controverso Piano di sviluppo aeroportuale 2023 dell’aeroporto “Giuseppe Verdi” non è affatto tramontato.

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L’atto ufficiale: Sogeap chiede la proroga della VIA

A confermarlo c’è un atto formale e inequivocabile: il 3 luglio 2026 Sogeap ha presentato istanza di proroga della Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) sul Masterplan 2023. La società di gestione intende tirare dritto con il progetto originario e la documentazione lo conferma:

  • Allungamento della pista di volo;
  • Realizzazione del polo logistico cargo;
  • Avvio dell’operatività dello scalo per il traffico aereo merci pesante.

Nel Masterplan non è previsto alcun ampliamento del terminal passeggeri.

Il nodo delle risorse pubbliche: in salvo i 12 milioni della Regione

Ad avvalorare questo scenario c’è il nodo delle risorse pubbliche. A quanto pare, gli azionisti di Sogeap sembrano essere riusciti a congelare i termini o a ottenere la proroga decisiva per il finanziamento da 12 milioni di euro messo a disposizione tramite la Regione per l’allungamento della pista e la realizzazione polo cargo, superando il termine di rendicontazione fissato al 31 dicembre 2025.

Un flop da 93 milioni di perdite in 33 anni e più di 75 milioni di sussidi pubblici bocciato anche dai Piani Nazionali

I numeri dell’infrastruttura raccontano una storia impietosa: 93 milioni di euro di perdite accumulate in 33 anni e più di 75 milioni di sussidi pubblici a fondo perduto già erogati per mantenere in vita artificialmente uno scalo che non ha mai raggiunto i 300 mila passeggeri all’anno ed è rimasto costantemente sotto ai 150 mila negli ultimi otto anni.

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Persino il recentissimo Piano Nazionale degli Aeroporti 2026-2035 a cura di MIT ed ENAC esclude Parma da qualsiasi direttrice di sviluppo del traffico air cargo, benché a livello locale si parli di progetto cargo dal lontano 2015. Nel documento ministeriale, lo scalo appare citato unicamente come parte del “sistema degli aeroporti dell’Emilia-Romagna”, una rete di fatto solo sulla carta, visto che non esiste alcun legame societario od operativo tra Sogeap e gli altri aeroporti della Regione.

Fuori dalla pianificazione nazionale e dalla realtà del mercato: l’obiettivo resta l’hub merci pagato coi soldi dei contribuenti

Eppure, a dispetto della realtà del mercato, dei piani nazionali, dei vincoli normativi — tra cui la stretta adiacenza con il tessuto urbano, le prescrizioni VIA, i limiti di zonizzazione acustica e le restrizioni ENAC, ENAV e sui coni di volo ICAO, che privano lo scalo di una reale scalabilità industriale e redditività futura — e della forte contrarietà dei cittadini, la richiesta di proroga della VIA e la salvezza dei 12 milioni svelano le vere intenzioni degli azionisti: trasformare lo scalo a ridosso della città in un hub cargo a spese dei contribuenti.

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