Terremoto al “Giuseppe Verdi”: si dimette il presidente Banchini

Giovanni Banchini ha rassegnato le dimissioni dalla carica di Presidente e dal Consiglio di Amministrazione

A soli tre mesi dal salvataggio in extremis dalla liquidazione giudiziale, l’aeroporto di Parma torna a scuotersi. Giovanni Banchini, nominato alla presidenza di Sogeap lo scorso 26 novembre 2025, ha rassegnato le dimissioni dalla carica e dal Consiglio di Amministrazione.

L’addio di Banchini, espressione di Compagnia Generale Ripreseaeree, lascia il board nelle mani di Guido Dalla Rosa Prati e Michele Bufo, ma soprattutto apre una nuova voragine di incertezza in un momento cruciale.

Un addio nel pieno della rendicontazione

Le dimissioni arrivano infatti nella fase più delicata dell’anno solare: quella dedicata alla rendicontazione dell’esercizio appena chiuso (il 2025) e in un contesto di preoccupante opacità contabile: Sogeap deve infatti ancora pubblicare il bilancio 2024, un fatto che contravviene ai doveri di informazione verso terzi, creditori e mercato, risultando particolarmente grave alla luce della cronica situazione di dissesto della società.

Una gestione in perenne affanno

Quello che emerge è il ritratto di una gestione in perenne affanno. I numeri parlano chiaro:

  • Ben 5 Amministratori Delegati alternatisi dal 2024.
  • Più di 15 avvicendamenti nel C.d.A. in meno di due anni.
  • Dimissioni della presidenza a soli 3 mesi dall’insediamento del nuovo corso.
  • Mentre le altre società aeroportuali rendicontano il 2025, Sogeap non ha ancora reso pubblico il bilancio 2024.
  • L’ultimo bilancio ufficiale disponibile (2023) ha registrato una perdita di 5,1 milioni di euro, con costi operativi (7,7 milioni) che sono quasi il triplo dei ricavi (appena 2,7 milioni).
  • Lo scalo è senza voli di linea dal 30 ottobre 2025.

Le dimissioni di Banchini non sono solo un cambio al vertice, ma l’ennesimo segnale di una instabilità cronica che sembra minare alla base ogni tentativo di rilancio dello scalo parmigiano. Con un management ridotto ai minimi termini e una continuità aziendale che fatica a trovare un equilibrio, il futuro del “Giuseppe Verdi” resta, ancora una volta, avvolto nell’incertezza.

Qui la puntata precedente: Aeroporto di Parma: nessuno lo vuole, gli industriali se lo riprendono, Aeroporto di Parma: la “nuova” gestione presenta subito il conto ai cittadini.