Dopo il flop di Centerline, gli industriali parmensi costretti a ricomprarsi il “Giuseppe Verdi” per scongiurare il fallimento
Gli stessi industriali parmensi che a giugno 2024 avevano ceduto l’aeroporto a Centerline, società senza un recapito telefonico e con la sede introvabile, sono stati costretti a ricomprarlo — questa volta non solo come Unione Parmense degli Industriali, ma anche a titolo privato — dopo che l’esperimento con il partner canadese, che avrebbe dovuto segnare il rilancio, in soli 16 mesi ha portato lo scalo a zero voli e sull’orlo del fallimento.
Un dissesto strutturale che perdura da più di tre decenni
I bilanci di Sogeap, la società di gestione del “Giuseppe Verdi”, parlano chiaro:
- Dal 1993 al 2023, l’aeroporto di Parma ha registrato 82,1 milioni di euro di perdite a fronte di soli 61,6 milioni di ricavi e complessivi 141,3 milioni di costi operativi.
- L’ultimo bilancio approvato (2023) si è chiuso con 5,1 milioni di perdita, con soli 2,7 milioni di ricavi a fronte di 7,7 milioni di costi operativi.
Sono numeri paradossali, che sfidano ogni principio dell’economia aziendale.
Volumi da scalo locale minore
L’aeroporto di Parma, in tutta la sua vita operativa, non ha mai raggiunto la soglia dei 300 mila passeggeri all’anno e negli ultimi 7 anni è rimasto sempre al di sotto dei 150 mila.
Per comprendere questo dato, basta fare un confronto con gli scali più vicini: gli aeroporti di Bergamo, Bologna, Milano Linate e Verona, nel 2024, hanno movimentato complessivamente 42,5 milioni di passeggeri, Parma ne ha gestiti 133 mila.
Un’infrastruttura che non raggiunge l’autonomia finanziaria se non a spese della collettività. Ecco altri 6 milioni dalla Regione!
Lo scalo di Parma ha già prosciugato più di 75 milioni di euro di fondi pubblici e, in tutta la sua vita operativa, non è mai riuscito a raggiungere l’autonomia finanziaria se non a spese della collettività.
Non appare casuale che, in questi stessi giorni, sia emersa la notizia di un ulteriore stanziamento di 6 milioni di euro da parte della Regione Emilia Romagna, destinato al sostegno degli aeroporti minori, tra cui figura anche quello di Parma.
Si veda anche La regia di Parma per salvare l’aeroporto: altri 6 milioni di fondi pubblici.

