Tra 82 milioni di perdite storiche e bilanci fantasma, la Gazzetta di Parma inventa un nuovo genere editoriale: l’intervista al Presidente che spiega il futuro dell’aeroporto… solo dopo essersi dimesso!
C’è qualcosa di profondamente paradossale, e al contempo tragicomico, nel modo in cui la Gazzetta di Parma ha deciso di gestire l’ultima crisi del “Giuseppe Verdi”. Con il Presidente del C.d.A. Giovanni Banchini che lascia dopo solo tre mesi di mandato, il quotidiano di via Mantova ha sfoderato un pezzo d’alta scuola che inventa un nuovo genere editoriale: l’intervista postuma.
Non un addio commosso, ma una pagina intera dedicata ai “progetti futuri” illustrati da chi ha già rassegnato le dimissioni. Un paradosso logico che inaugura ufficialmente il giornalismo “post-mortem”: spiegare cosa si farà domani con la faccia di chi se n’è andato ieri.
La strategia della “palla in tribuna”
Mentre l’aeroporto di Parma presenta risultati economici fallimentari (82 milioni di perdite negli ultimi 31 bilanci), un conto salatissimo ai contribuenti (più di 75 milioni di euro di soldi pubblici a fondo perduto già “polverizzati”) e una trasparenza che latita (siamo a marzo 2026 e del bilancio 2024 di Sogeap non si sa ancora nulla), l’organo di stampa dell’Unione Parmense degli Industriali (che è socio di Sogeap) tenta una manovra di “difesa a zona” che rasenta il ridicolo:
- Il tempismo: Un’esplosione di ottimismo del capitano arrivata solo dopo che ha lasciato la nave.
- L’obiettivo: Il tentativo di “parare” il colpo di un’instabilità cronica, rimarcata dall’ennesima dimissione di un esponente apicale di Sogeap (un “carosello” di ben 5 amministratori delegati e più di 15 componenti del C.d.A. in meno di due anni).
- Il risultato: Un articolo che sembra più un’operazione “simpatia”, col sapore di un editoriale scritto per convincere i soci e i creditori, più che per informare la città.
Un aeroporto in “stallo permanente”
L’uscita di scena di Banchini non è un evento isolato, ma l’ennesimo capitolo di una gestione che sembra navigare a vista, tra bilanci che piangono lacrime di sangue, liquidazioni scampate per un soffio e visioni di rilancio che restano sulla carta (o nelle interviste post-dimissioni). Se il futuro dell’aeroporto è solido come la permanenza dei suoi vertici, c’è di che preoccuparsi.
Qui la notizia delle dimissioni: Terremoto al “Giuseppe Verdi”: si dimette il Presidente Banchini

