La Regione sceglie la politica del sussidio a pioggia a prescindere da qualunque valutazione costi-benefici
Nella manovra finanziaria 2026-2028, la Regione Emilia Romagna stanzia 6 milioni di euro di fondi pubblici per “detassare” i voli sugli aeroporti minori: Parma, Forlì, Rimini. Si tratterebbe di uno sconto sulla tassa addizionale comunale, che ammonta a 6,5 euro per ogni passeggero in partenza.
Per quanto riguarda Parma, un provvedimento quanto meno necessario per soddisfare le pervicaci aspettative dell’élite imprenditoriale locale, che da oltre trent’anni spinge per mantenere in vita artificialmente, a prescindere dai costi per la collettività, un aeroporto che ha già ricevuto oltre 75 milioni di euro di aiuti pubblici.
Una misura che arriva mentre l’aeroporto di Parma versa in condizioni critiche
- Nell’ultimo bilancio annuale approvato, a fronte di circa 134 mila passeggeri movimentati, il “Giuseppe Verdi” ha registrato 5,1 milioni di euro di perdite con soli 2,7 milioni di ricavi e ben 7,7 milioni di costi, cioè i costi operativi quasi il triplo dei ricavi.
- A decorrere da fine ottobre, Parma può contare soltanto su due voli a settimana per una sola destinazione: Chișinău.
- Dal 30 ottobre, lo scalo è chiuso ai voli di linea perché Sogeap, la società che lo ha in gestione, ha lasciato scadere la certificazione dei servizi di handling a terra.
- Questa settimana si terrà l’udienza al Tribunale fallimentare di Parma per decidere sulla liquidazione giudiziale di Sogeap.
Una vittoria schiacciante dell’assistenzialismo inconcludente a spese dei cittadini
Siamo di fronte a un capolavoro: altri 6 milioni di euro di denaro pubblico, che si aggiungeranno agli oltre 75 milioni già ricevuti dal “Giuseppe Verdi”, per incentivare un aeroporto che da sempre consegue volumi da scalo locale minore, non ha mai raggiunto i 300 mila passeggeri annui e negli ultimi 7 anni è rimasto sempre al di sotto dei 150 mila, e si è rivelato un pozzo senza fondo.
Basti pensare che, negli ultimi 31 bilanci, dal 1993 al 2023, l’aeroporto di Parma ha registrato complessivamente 82,1 milioni di perdite economiche a fronte di 61,6 milioni di ricavi e 141,3 milioni di costi. Numeri paradossali, che sfidano ogni principio dell’economia aziendale: una società che per tre decenni consecutivi ha riportato costi di gestione superiori di più del doppio dei ricavi.
Questa politica del sussidio non risolve la necessità di una valutazione oggettiva e imparziale sulla reale utilità, sostenibilità e destino finale di un’infrastruttura aeroportuale che, da più di tre decenni, non riesce a raggiungere l’autonomia finanziaria se non a spese della collettività.

