Aeroporto di Parma: l’irresistibile “glamour” dei conti in rosso

L’aperitivo in pista per il rilancio del “Giuseppe Verdi”

Chi ricorda questa fotografia? Luglio 2022: una “vivace” serata mondana sulla pista di volo, con calici alzati e volti del mondo dello spettacolo ingaggiati per dare un tono glamour all’ennesimo rilancio del “Giuseppe Verdi”. Un’operazione di pura facciata che oggi, risultati alla mano, ha lasciato il posto all’amara realtà.

Un fallimento strutturale e oltre 75 milioni di euro di fondi pubblici “polverizzati

Mentre si brindava “sullo sfondo dell’incantevole bacio di sole” tra sorrisi e paillettes, i fatti raccontavano il disastro gestionale storico dell’aeroporto: più di tre decenni di conti in profondo rosso, costi operativi più che doppi delle entrate e oltre 75 milioni di euro di fondi pubblici letteralmente polverizzati. A testimoniare il fallimento strutturale, un dato su tutti: lo scalo non ha mai raggiunto i 300 mila passeggeri annui e negli ultimi otto anni è rimasto sotto quota 150 mila.

Il miraggio del rilancio: perdite disastrose e il tracollo operativo di Centerline

L’illusione di quella passerella glamour si è dissolta rapidamente: archiviato il 2021 con un deficit di 4,1 milioni di euro, Sogeap ha chiuso il 2022 con un buco di 3,2 milioni e il bilancio 2023 ha certificato un disastro da 5,1 milioni di perdita con spese (7,7 milioni) quasi triple rispetto alle entrate (2,7 milioni). Nel giugno 2024 è arrivata Centerline — il partner degli industriali parmensi senza recapito telefonico e con la sede introvabile — che in soli sedici mesi ha portato lo scalo a zero voli e sull’orlo della liquidazione giudiziale. Tutto questo in un caos gestionale testimoniato dall’instabilità dei vertici aziendali: un carosello di ben 5 amministratori delegati e oltre 15 membri del consiglio d’amministrazione in meno di due anni.

Dopo cinque mesi senza voli, una nuova ripartenza con appena sette destinazioni e il bilancio 2024 ancora disperso

Oggi, aprile 2026, dopo l’ennesimo salvataggio in extremis, cinque mesi senza voli, le dimissioni lampo del presidente Banchini e il bilancio 2024 ancora non pervenuto (mentre gli altri aeroporti hanno già rendicontato il 2025), si tenta un nuovo rilancio con appena sette destinazioni, rese possibili solo grazie a nuovi aiuti prontamente stanziati dalla Regione. L’unico vero “glamour” resta la capacità di bruciare milioni dei contribuenti senza doverne rendere conto.

Qui l’articolo del luglio 2022: Aperitivo in pista per il lancio dell’aeroporto di Parma.