Mentre gli altri aeroporti rendicontano il 2025, Sogeap deve ancora rendere pubblico il bilancio 2024
Mentre il comparto aeroportuale nazionale rendiconta il 2025, la gestione del “Giuseppe Verdi” di Parma sprofonda nel mutismo. Sogeap, la società di gestione dello scalo, non ha ancora reso pubblico il bilancio relativo al 2024, confermando una condotta tutt’altro che trasparente. Questa mancanza contravviene ai doveri di informazione verso terzi, creditori e mercato, risultando particolarmente grave alla luce della cronica situazione di dissesto della società.
Trent’anni di fallimento industriale
L’opacità contabile è solo l’ultimo tassello di un disastro senza precedenti: dal 1993 al 2023, l’azienda ha accumulato ben 82 milioni di euro di perdite, con costi operativi (141 milioni) più del doppio dei ricavi (61 milioni).
I dati dell’ultimo bilancio ufficiale disponibile (2023) sono emblematici: lo scalo ha “bruciato” 5,1 milioni di euro, con costi operativi (7,7 milioni) che sono quasi il triplo dei ricavi (appena 2,7 milioni).
Il paradosso del “Giuseppe Verdi”: 75 milioni di sussidi pubblici già versati, voli di linea fermi da più di 4 mesi
Mentre a Parma i voli di linea sono fermi dal 30 ottobre scorso, l’aeroporto sopravvive solo grazie a un continuo apporto di sussidi pubblici:
- più di 75 milioni di euro a fondo perduto già versati nello scalo;
- 12 milioni stanziati dalla Regione per il progetto cargo;
- 2 milioni all’anno per la copertura dell’addizionale comunale sui diritti d’imbarco;
- il ricorso alla cassa integrazione (2,4 milioni annui di costo del personale) a carico dello Stato.
Si tratta di un vero insulto ai contribuenti, costretti a finanziare da più di tre decenni un’infrastruttura priva di una visione industriale credibile e di una reale utilità per il territorio.
In un mercato nazionale cresciuto in 35 anni del 512 per cento, Parma resta al palo
Il fallimento è evidente anche nel confronto con il mercato nazionale, cresciuto del 512 per cento (da 37 a 230 milioni di passeggeri annui) dal 1991 a oggi. In questo scenario di forte crescita, Parma non ha mai raggiunto i 300 mila passeggeri e negli ultimi 8 anni è rimasta costantemente sotto i 150 mila.
Il “Giuseppe Verdi” rappresenta un’anomalia gestionale: un aeroporto che ignora le logiche di mercato per sopravvivere solo grazie all’assistenzialismo compiacente della politica.

