Le promesse di “rilancio” svanite nel nulla
Sedici mesi. Tanto è bastato, o non è bastato, a Centerline Airport Partners per trasformare le roboanti promesse di rilancio dello scalo parmigiano in un solenne flop.
Dall’arrivo del partner canadese, scelto dall’Unione Parmense degli Industriali per la sua “competenza ed esperienza internazionale con comprovato successo nella gestione e sviluppo aeroportuale a livello mondiale” e accolto con fanfare e proclami su nuove destinazioni domestiche e collegamenti con le capitali europee, non solo non si è visto alcun rilancio, ma l’aeroporto si ritrova in una situazione di crisi operativa e finanziaria che sfiora il paradosso.
Due voli a settimana per un’unica destinazione: Chișinău
Dal 30 ottobre, lo scalo parmigiano vanta infatti solo due voli a settimana per un’unica destinazione: Chișinău (Moldavia), operati da FlyOne. Le grandi promesse di un hub in espansione, in grado di attrarre centinaia di migliaia di passeggeri, sono svanite nel nulla.

Un modello di business intrinsecamente insostenibile
L’ultimo bilancio reso pubblico, quello del 2023, si è chiuso con 5,1 milioni di perdita a fronte di 2,7 milioni di ricavi e 7,7 milioni di costi. Numeri che evidenziano un modello di business intrinsecamente insostenibile, che sfida ogni principio di sana gestione aziendale.
Non resta che attendere di capire quali saranno gli esiti dell’udienza del Tribunale fallimentare di Parma, fissata per fine novembre, che dovrà decidere sulla liquidazione giudiziale di Sogeap, la società di gestione dello scalo.

