Il sindaco Michele Guerra chiede il “silenzio” sul disastro operativo e finanziario chiamato aeroporto di Parma!
In un momento in cui l’unico collegamento rimasto al “Giuseppe Verdi” è un esotico Parma-Chișinău (con due voli a settimana), Ryanair ha azzerato i voli su Parma e l’udienza del Tribunale fallimentare è alle porte, il sindaco suggerisce: “Alle volte serve il silenzio, non sparate sui giornali”.
È un consiglio d’oro! Perché mai divulgare dati così entusiasmanti?
- Perché dire ai cittadini che l’aeroporto di Parma ha già ricevuto più di 75 milioni di euro dagli enti locali e dallo Stato, soldi presi dalle nostre tasche, per capirci?
- Perché rivelare che negli ultimi 31 bilanci lo scalo di Parma ha registrato complessivamente 82,1 milioni di perdite a fronte di 61,6 milioni di ricavi e 141,3 milioni di costi (cioè, costi più che doppi dei ricavi per tre decenni consecutivi: un capolavoro!) e ha chiuso il 2023 (ultimo bilancio reso pubblico) con 5,1 milioni di perdita a fronte di 2,7 milioni di ricavi e 7,7 milioni di costi (cioè, costi quasi il triplo dei ricavi: una follia!), quando si può tenere tutto sotto silenzio?
- Perché confrontarsi con i 42,5 milioni di passeggeri annui gestiti complessivamente dai vicini aeroporti di Bologna, Milano Linate, Bergamo e Verona, quando Parma ne gestisce soltanto 133 mila? Numeri che ci rendono unici nel panorama degli scali fantasma.
Se un problema è troppo imbarazzante, che nessuno ne parli!
Un plauso, quindi, al sindaco Guerra per la sua tattica: se un problema è troppo imbarazzante, chiedi che nessuno ne parli! Non bisogna “sparare sui giornali”, altrimenti si rischia di disturbare i manovratori. È la versione 2.0 del “nascondere la polvere sotto il tappeto”, solo che la polvere, qui, è costata oltre 160 milioni tra soldi pubblici e perdite economiche.

