Con la fuga del vettore principale, il numero di passeggeri costantemente al di sotto della soglia di significatività e la liquidazione alle porte, la situazione sta precipitando
L’aeroporto di Parma ha già ricevuto più di 75 milioni di euro di aiuti pubblici (soldi presi dalle tasche dei contribuenti) e negli ultimi 31 bilanci (dal 1993 al 2023) ha registrato complessivamente 82,1 milioni di perdite a fronte di 61,6 milioni di ricavi e 141,3 milioni di costi.
Numeri che sfidano i principi dell’economia aziendale: una società che per oltre trent’anni ha riportato costi di gestione superiori di più del doppio dei ricavi. Lo scalo ha potuto sopravvivere soltanto perché sostenuto da un flusso costante di denaro pubblico ricevuto dagli enti locali e dallo Stato.
L’ultimo bilancio pervenuto, quello del 2023, si è chiuso con 5,1 milioni di perdita a fronte di 2,7 milioni di ricavi e 7,7 milioni di costi. Una società che registra costi operativi che sono quasi il triplo dei ricavi (fatturato) si può qualificare come in grave dissesto economico e strutturale insostenibilità operativa.
Da oltre 7 anni il traffico è inferiore a 150 mila passeggeri all’anno
Lo scalo di Parma non ha mai raggiunto i 300 mila passeggeri all’anno in tutta la sua storia operativa. Peggio ancora: da oltre 7 anni, il traffico è rimasto al di sotto dei 150 mila passeggeri annui. Questi numeri da scalo locale minore, completamente sproporzionati rispetto ai costi e agli investimenti sostenuti, lo rendono un vero e proprio esempio di gestione fallimentare.
A titolo esemplificativo: i 4 aeroporti più vicini (Bergamo, Bologna, Milano Linate, Verona) nel 2024 hanno gestito complessivamente 42,5 milioni di passeggeri. Nello stesso periodo, il “Giuseppe Verdi” ne ha visti transitare 133 mila.
La situazione dello scalo di Parma sta ulteriormente precipitando
- Ryanair ha annunciato l’azzeramento totale dei voli su Parma, quindi via i collegamenti per Palermo e Cagliari, l’ultimo volo per Olbia è stato il 14 settembre.
- Dal 25 ottobre 2025, l’unico collegamento che rimarrà sarà quello per Chisinau.
- A fine novembre, la sezione fallimentare del Tribunale di Parma terrà l’udienza per decidere sulla liquidazione giudiziale di Sogeap, la società di gestione dello scalo.
Con la fuga del vettore principale, il numero di passeggeri costantemente al di sotto della soglia di significatività, i bilanci cronicamente in perdita e la liquidazione giudiziale alle porte, l’aeroporto si avvia a diventare solo un ricordo di un progetto infrastrutturale insostenibile e costosissimo per la collettività.

