Sogeap, l’aeroporto di Parma: una storia infinita di salvataggi e flop

Un aeroporto con una storia di continue perdite economiche, svariati salvataggi in extremis dalla liquidazione e un piano di “rilancio” che non ha conseguito gli obiettivi dichiarati

L’aeroporto di Parma e la sua società di gestione, Sogeap, sono tornati al centro delle cronache con l’ennesimo capitolo di una saga che dura da oltre trent’anni. Una storia segnata da continue e ingenti perdite economiche, svariati salvataggi in extremis e l’ennesimo piano di “rilancio” che non ha conseguito gli obiettivi dichiarati. Sogeap ha evitato più volte la liquidazione e in 34 anni di vita operativa non ha mai raggiunto la stabilità finanziaria.

Il “salvatore” canadese e la luna di miele finita

Nel giugno 2024, l’arrivo della società canadese Centerline Airport Partners era stato accolto trionfalmente. Centerline era stata presentata come il “partner di competenza ed esperienza internazionale” con un comprovato successo nello sviluppo aeroportuale.

Di diverso parere è l’autorevole quotidiano canadese The Globe and Mail, che il 2/7/2024 scrive testualmente: “Una nuova società di aviazione canadese, Centerline Airport Partners, ha effettuato il suo primo acquisto, nel nord Italia, e prevede di investire in altri aeroporti sottoutilizzati in tutto il mondo”.

L’operazione con cui Centerline ha rilevato il 51% delle quote di Sogeap da Parma Aeroporto (braccio operativo dell’Unione Parmense Industriali, o UPI) è stata subito singolare: le quote sono rimaste in pegno a Parma Aeroporto, in attesa di essere saldate.

L’aumento di capitale saltato: inizia il valzer dello scaricabarile

La luna di miele è finita rapidamente con un fallito aumento di capitale da 8 milioni di euro, vitale per garantire la continuità aziendale.

L’UPI (Parma Aeroporto), che detiene ancora il 20% di Sogeap, è partita all’attacco. In un comunicato, ha sostenuto di aver firmato per la propria quota, ma la sua sottoscrizione era subordinata a quella di Centerline per l’80% restante. Quando i canadesi si sono tirati indietro, la quota di Parma Aeroporto è diventata inutile. Il messaggio è chiaro: “Noi eravamo pronti, la colpa è loro!”.

Centerline subito ha replicato: “Non possiamo farcela da soli”. Un’ammissione che solleva un’amara ironia, considerando che proprio gli industriali parmensi li avevano scelti per “salvare” l’aeroporto. Centerline ha dichiarato di aver già versato cifre importanti, come i 5 milioni di euro nell’ultimo aumento di capitale, andando ben oltre la quota prevista. In sostanza, un’accusa di aver pagato più del dovuto e di essere stata lasciata sola a reggere le sorti dell’aeroporto.

La tragicommedia dell’aeroporto continua

Mentre i due soci si scambiano accuse a colpi di comunicati, lo scalo di Parma resta in una situazione di stallo operativo e finanziario.

La verità è che sono oltre trent’anni che l’aeroporto di Parma perde irrimediabilmente più soldi di quanti ne ricava dalla gestione. Nuovi attori sono arrivati, ma la trama della tragicommedia di Sogeap non è cambiata: ogni annuncio di “nuova partenza” si è rivelato un buco nell’acqua.